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Monarch

Monarch: Legacy of Monsters, Chris Black, 2023

Lanciata sulla piattaforma Apple TV+ nel 2023, Monarch: Legacy of Monsters è una serie televisiva ideata da Chris Black, che ne è lo showrunner insieme a Matt Fraction, e vanta una grande produzione in collaborazione tra più studi cinematografici, fra cui spiccano la Legendary Television e la stessa sezione audiovisiva della Apple.

Sesto capitolo del media franchise MonsterVerse, la serie si posiziona cronologicamente dopo gli eventi del Godzilla di Gareth Edwards del 2014 e segue le vicende di normalissimi esseri umani, cittadini di quel mondo ora sprofondato nel caos dopo l’apparizione del kaiju colossale, mentre cercano di scoprire la verità riguardo l’esistenza dei Titani.

Dopo la battaglia di San Francisco del 2014 tra Godzilla e i MUTO, definita “G-Day”, la società umana è sconvolta e sta imparando a convivere con la consapevolezza dell’esistenza dei Titani, nonostante vi sia chi continua a vivere come prima e chi crede sia tutto un complotto governativo realizzato con ottimi effetti speciali. Tra chi non riesce a guardare avanti c’è Cate (Anna Sawai), professoressa delle medie affetta da disturbo post traumatico dopo aver assistito impotente alla morte dei suoi studenti e alla devastazione causata da un Godzilla semplicemente intento a camminare. Investigando sul passato del padre da poco defunto, a Tokyo conoscerà Kentaro (Ren Watabe) e May (Kiersey Clemons) e scoprirà il peso del cognome Randa e della sua eredità, legata alla fondazione di Monarch, agenzia che studia e monitora in segreto i Titani da decenni.

La grande maestria nella stesura della storia sta nel creare una complessa e intricata trama, densa di colpi di scena, che si dipana in due linee temporali diverse: la prima, ambientata nel presente, e la seconda, che si sviluppa a partire dagli anni Cinquanta seguendo le terrificanti scoperte di Keiko Miura (Mari Yamamoto) e dei giovani Bill Randa (Anders Holm, mentre la sua versione invecchiata sarà John Goodman, così come visto in Kong – Skull Island del 2017) e Lee Shaw (Wyatt Russell). A riguardo la regia, affidata a cinque registi diversi, si concede in più occasioni dei deliziosi giochi di immagini, che si riflettono e riverberano sfruttando l’enorme somiglianza tra Wyatt e Kurt Russell, che interpreta il vecchio Shaw nel presente e conferisce al personaggio uno spessore inaspettato.

Nella complessità di questo racconto corale, Shaw diventa così il tramite tra due epoche, due mondi distanti, e funge, grazie anche alla bravura dei Russell, da collante per la storia che, se forse cede leggermente negli ultimi due episodi, regala allo spettatore momenti di grande stupore. È proprio questo il punto di forza di Monarch, il cortocircuito che si va a creare nel proporre una serie televisiva più spettacolare del cinema: con un budget così elevato e la relativa cura nelle (rarissime) scene in cui appaiono i Titani, mostruosamente affascinanti, questa serie ruggisce in un modo che rivaleggia con il recente Godzilla e Kong – Il nuovo impero. E se al cinema, per franchise come questo, il pubblico è ormai abituato a tenere basse le aspettative e non desiderare di più della distruzione di monumenti storici e CGI a tutto spiano, è attraverso la serialità, come già aveva fatto quel gioiello di Andor nel 2022 per Star Wars, che si percepisce la voglia di riscatto. Monarch è infatti un prodotto che sì, punta ad attirare i fan del mostro più celebre della storia dell’audiovisivo, ma lo fa concentrandosi sulla caratterizzazione dei personaggi e soprattutto privando lo spettatore dello sguardo, proprio come aveva fatto Edwards, riducendo al minimo le apparizioni di Godzilla. Il Titano si trasforma così in una presenza costante e ancor più spaventosa, una calamità invisibile e inafferrabile, rilanciata dalla visione angosciosa di ogni cartello, video o immagine che ne ricorda l’esistenza al mondo.

Federico Viola 

Roma, classe 2001. Studente della magistrale di Scienze dello Spettacolo e Comunicazione Multimediale presso l'università di Roma Tor Vergata. Ho conseguito una laurea triennale in Beni Culturali con una tesi su Mario Monicelli e la sua rappresentazione del Medioevo in "L'armata Brancaleone". Appassionato di cinema, letteratura, fumetti e videogiochi, mi piace qualsiasi forma d'arte sappia raccontare una bella storia attraverso le immagini. Per il progetto MABUSE rivesto il ruolo di redattore e speaker radiofonico.